«Trauma e Sostituzione, Emmanuel Levinas tra esperienza ed etica» di Alessandro Paris

«Trauma e Sostituzione, Emmanuel Levinas tra esperienza ed etica» di Alessandro Paris

Recensione di «Trauma e Sostituzione, Emmanuel Levinas tra esperienza ed etica» di Alessandro Paris, prefazione di Massimo Giuliani, Aracne, Roma, 2012.

Il dottore di ricerca Alessandro Paris collabora con la cattedra di Pensiero ebraico  presso l’Università di Trento interessandosi in particolare al rapporto tra filosofia scrittura e biografia. Il volume, edito nella  collana  di saggi, dell’editore Aracne  Percorsi di etica, dell’Università degli studi di Macerata,  indaga il pensiero del filosofo francese di origini lituane Emmanuel Levinas (Kaunas, 12 gennaio 1906Parigi, 25 dicembre 1995) 

Il saggio è prefato da Massimo Giuliani, professore associato di Studi Ebraici ed  Ermeneutica Filosofica presso l’Università di Trento, che avverte il lettore: “non ci si aspetti da questi capitoli indulgenze né verso  una traumatologia (…)  né verso una  olocaustologia, pur di moda in questi anni di trionfo della retorica della memoria, di una pur necessaria e doverosa memoria. Levinas ha battuto altre piste ed ha sbaragliato il campo della retorica facile.”

Alessandro Paris ha indagato i  testi inediti della prigionia (Carnets) e le opere filosofiche, focalizzandosi su Altrimenti che essere; lo studio affronta  il lessico di natura “traumatologica” per  interrogare il male storico. Il riferimento  alla Shoah porta ad indagare il dolore personale e universale  con cui si confronta la filosofia, la storia  che ha segnato il Novecento, e la domanda dell’uomo quotidiano.  Non affiora quindi  nel volume il nome in cui si concentra il disastro (Auschwitz)  ma il suo enigma attraverso l’interpretazione dei termini usati da Levinas e la ricerca degli equivalenti ebraici.( korban-sacrificio, kippur-espiazione,  teshuvah- pentimento e ritorno a D.o )

Nei quattro  capitoli in cui si articola il volume (Esperienza della prigionia,  Shoah e Trauma,  Passione come figura dell’umano,  Soggettività etica come  approche – sostituzione)  si analizzano progressivamente  il significato dell’esperienza biografica di prigionia, si ricostruisce la nozione di trauma relativamente  alla Shoah ed una lettura di questa come Passione  per approdare al tema  alla lettura levinasiana del Sacrificio.

Le prospettive di riferimento per la conduzione dell’indagine  sono almeno triplici: la prospettiva ebraica,  l’ indagine  psicanalitica, la critica fenomenologica. L’indagine riferita al  trauma  si orienta a definire come  l’esperienza produca una  nuova definizione nella soggettività (Levinas chiama Passione la natura “esemplare” del trauma dell’Olocausto) che non è l’esaltazione dell’essere vittima  ma   la distinzione dell’unico  dal seriale.  La questione della  “colpevolezza” pone il tema della giustizia e del diritto.  Questo libro chiama a confronto sulla tragedia europea la filosofia e la psicanalisi, il pensiero ebraico e la teologia cristiana, le categorie della storia  e la coscienza post bellica d’Europa.