Una poesia di Antonella Anedda

Una poesia di Antonella Anedda

Pubblichiamo una poesia di Antonella Anedda del 2012 tratta da “Salva con nome”.

Sogno me stessa
nell’unico gioco infantile che ricordi,
costruire un mondo sotto l’anta di un mobile:
il pavimento è il mare, il tappeto a rombi
il metro di un ordine olandese
il cui ritmo libera i bambini dal terrore.

Ogni mio sogno ricomincia cautamente
In una vita che scorre parallela:
strada, canale, metà tende sui vetri per la luce.
Non c’è tempesta, ogni suono si spegne
mentre ci fa da madre
un muro giallo-ocra.

Antonella Anedda, Salva con nome, 2012