Recensione di «Le parole necessarie»

Recensione di «Le parole necessarie»

«Le parole necessarie» è il gioco letterario, il “qualcosa che somiglia a un dizionario” ideato da Elisa Rocchi e illustrato da Marianna Balducci.

Impossibile catalogarlo in un preciso genere letterario, l’autrice lo definisce un “prontuario di parole nuove”. Le illustrazioni di Marianna Balducci, bellissime e particolari, potrebbero ingannare il lettore, facendogli pensare che si tratti di un libro per bambini, ma non è assolutamente così. Il libro è adatto a chiunque non abbia paura di “offendere” la lingua italiana coniando termini nuovi, sperimentando e inventando. È rivolto a tutti coloro che spesso si sono sentiti in difficoltà, non trovando la parola giusta.

Le lingue straniere ci offrono una molteplicità di termini essenziali, per noi intraducibili. Quella tedesca è la più fornita di tutte: si avvale di parole come “schadenfreude”, ovvero la gioia provocata dalle sciagure di qualcun altro; “fernweh”, che definisce la nostalgia di luoghi in cui non si è mai stati; “treppenwitz”, che indica quando, dopo la fine di una conversazione, vengono in mente le parole giuste che sarebbe stato meglio dire. La “sobremesa” spagnola, invece, è il tempo passato a chiacchierare con i commensali alla fine del pasto; il “prozvonit”, ceco, è il fare lo squillo con il telefono a qualcuno, sperando che questi lo richiami senza fargli consumare il credito.

Una volta appresi questi termini, viene da chiedersi come abbiamo fatto fino ad ora ad esprimere determinati concetti senza utilizzarli. La Rocchi ci offre una valida soluzione, per ora coniando ventuno utilissimi vocaboli che definiscono nozioni fino ad ora non riducibili ad una sola parola.

Perché affannarsi a spiegare la sensazione che si prova dopo un bacio tanto atteso e desiderato, quando si può semplicemente affermare di aver dato un “bacinsù”! E chi è che, difronte ad un pelosissimo cucciolo, non si lascia andare ad una vocina leziosa e stridula, meglio definita come “vocedulina”?
E quell’incredibile sensazione di estate e di inaspettato che si prova gustando le prime ciliegie della stagione, potrebbe essere spiegata meglio che con il termine “cicisì”?

L’idea dell’autrice è innovativa e divertente, questo vocabolario potrebbe essere continuamente aggiornato per dare una ventata di aria fresca al nostro tradizionale dizionario italiano, che a volte tende ad essere un po’ severo e, forse, “bigotto”.

Lo stile della scrittrice è fresco, leggero e simpatico. L’ironia è presente in tutte le pagine del libro e rende la lettura estremamente piacevole. Ogni termine coniato è spiegato attraverso aneddoti divertenti e comuni: è impossibile non ritrovarsi in ognuna di queste situazioni.

Le illustrazioni, colorate e tondeggianti, stimolano la fantasia del lettore, che oltre a perdersi nel rievocare le sensazioni e situazioni descritte nel “dizionario”, pensa a tutte gli altri numerosissimi concetti che non hanno il privilegio di essere definiti da un termine specifico.

Elisa Rocchi ci offre uno spunto interessante, non resta che continuare ad arricchire questo prezioso prontuario, sperando nella clemenza dell’Accademia della Crusca.