A proposito di "Nuovo scenario italiano" di Maria Cristina Mauceri e Marta Niccolai

A proposito di “Nuovo scenario italiano” di Maria Cristina Mauceri e Marta Niccolai

Nuovo Scenario Italiano. Stranieri e italiani nel teatro contemporaneo è una ricerca sulla figura dello straniero nei lavori teatrali italiani dal 1988, anno in cui è stato messo in scena il primo spettacolo interetnico, al 2010.

Lo straniero è l’immigrato per motivi economici o in fuga da guerre e persecuzioni, su cui sono stati fatti ormai molti studi nella letteratura, nel cinema e nella poesia, ma salvo articoli su singoli spettacoli, e studi su compagnie individuali, mancava a oggi un’analisi approfondita di testi e spettacoli teatrali come in Nuovo Scenario Italiano.

Nuovo scenario italiano_Mauceru e Nicolai_CoverL’intento della ricerca è di analizzare la figura dello straniero dal punto di vista dei drammaturghi sia stranieri che italiani, per scoprire quali immagini dello straniero vengano rappresentate in Italia e come siano messe in scena le differenze e le similitudini culturali ed estetiche, al fine di produrre una nuova consapevolezza critica nello spettatore italiano.

Da questo approccio sono emerse tre modalità teatrali a cui corrispondono i tre capitoli del libro. Il primo capitolo, quello più innovativo e più importante della nostra ricerca, tratta il teatro che, partendo da concetti teorici di Édouard Glissant e di Armando Gnisci, abbiamo definito “creolo transculturale”. I lavori teatrali sono il frutto della collaborazione tra drammaturghi e artisti stranieri, sia nella produzione dello spettacolo che sulla scena. A ogni sezione del capitolo corrisponde una compagnia teatrale, alcune delle quali hanno fatto del lavoro con lo straniero la loro caratteristica, come Teatro di Nascosto e Cantieri Meticci, mentre altre hanno trattato il tema in un solo spettacolo, come Cesar Brie. Il capitolo inizia con due compagnie pioniere della cooperazione con gli stranieri: la Compagnia delle Albe e Mascherenere. La ricchezza del capitolo è nella varietà di compagnie, tra cui AlmaTeatro e la Compagnia delle poete che sono esclusivamente femminili, o il Teatro del Legame e Teatrino Clandestino che hanno messo i Rom al centro dei loro lavori teatrali.

Il secondo capitolo è dedicato alle opere di drammaturghi italiani incentrate su figure di stranieri. Si tratta di spettacoli in cui la collaborazione attiva è quasi assente, e lo straniero è recitato principalmente da italiani. Si analizzano le diverse modalità dell’incontro e le emozioni reciproche che esso suscita, in particolare sugli italiani che sono messi a confronto con gli stranieri. Ne emerge una critica della società italiana contemporanea e della mancanza di sensibilità e di ascolto dello straniero.

Infine il terzo capitolo si concentra sul teatro di narrazione, un genere praticato sia dai drammaturghi italiani sia da quelli migranti. Per questi ultimi, in particolare nel caso dei drammaturghi provenienti dall’Africa subsahariana, questa forma teatrale è sovente affine alla tradizione teatrale del loro paese di provenienza. Il capitolo è diviso in tre sezioni tematiche, la prima analizza la memoria personale e collettiva nelle opere di attori-narratori migranti, mentre la seconda e la terza, composte da spettacoli di italiani, trattano rispettivamente il naufragio, una tragedia a cui solo la sensibilità di autori teatrali può dare forma, e il razzismo, lo sfruttamento e l’indifferenza verso gli immigrati.

Nell’attuale momento storico caratterizzato da forti movimenti migratori verso l’Europa a partire dalla fine degli anni 80 del XX secolo, Nuovo Scenario Italiano mette in luce degli aspetti importanti per una comprensione transculturale della società in cui viviamo. Primo, la denuncia di atteggiamenti ancora colonizzanti e discriminatori negli italiani, l’assenza di comunicazione e di rapporti duraturi con gli immigrati; secondo, la collaborazione teatrale tra soggetti culturalmente diversi come esempio di un luogo in cui le similitudini e le differenze si compongono in nuove e impreviste forme; infine, la denuncia dell’indifferenza verso lo straniero, la sua cultura, l’esperienza migratoria, lo sfruttamento economico e la morte.