Versi "taumaturgici". Estratti da "Icone di Luce e di Mistero" (Inedito)

Versi “taumaturgici”. Estratti da “Icone di Luce e di Mistero” (Inedito)

 

 

Lascia o mite, in te un silenzio

 

Lascia o mite, in te un silenzio
che ti sia prodigo
di grazia e guarigione;
quanto tempo speso
ad esser frastornato
dai clangori e dagli entusiasmi
recupera nelle anse
del fiume che scorre
lo spazio necessario.
Tu sai com’appare
(deforme) la realtà
in cui si è immersi
e quanto è facile
incappare in rapide
rabbiose e ostinate;
lì quel tuo silenzio
quell’Amore
ti sarà fratello e guida.

 

***

Guarda il mare sciabordare sicuro

 

Guarda il mare sciabordare sicuro
sui frontoni scoscesi e duri,
e come non s’arresti, imperterrito portandosi
all’impatto non si risparmi;
puoi forse dire che non sia
-potenza antinomica-la sua volontà un Fuoco inestinguibile?
Così vorrei l’Anima s’impegolasse
tenace, contro l’infausta previsione,
di dolore e nulla che la mera esistenza
prospetta.
Tu ,lettore,  sai
questa disposizione, sai la sua semenza;
del Titano è l’origine; vuol forse
l’uomo temere più orrida sorte?
Questa la soglia, questo il passo;
non oso altro aggiungere
alla sua immagine.

 

***

 

I Cancelli dell’Eterno

Le speranze riposano
nel manto avio della notte.
Stesi s’ assaporano   silenzi
impossibili da scalfire.
Quale immenso piacere
dà il conoscere nel buio
un segreto

 

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Specchietto Retrovisore

 

Quanta giustizia abbiamo versato, fiume di sangue
che scivola sul suo letto,
dietro alle misteriosi sedi del senso,
dimentichi di ciò che realmente
fummo, a momenti, nel vento e nelle
burrasche invernali.
Avvolti in tempesta le fasce graziose
scendono ai piedi.
Le zavorre si lanciano con violenza
oltre
i solchi dei campi adiacenti
alla vecchia anonima strada.

***

 

Prospetto Aggiornato

Eclettismi che stridono, pandemie di senso:
le morti raffinate dei dì venturi.
Versa intanto liquida luce chi
dell’ Opus mostri di curarsi.
Può darsi che fra una manciata
di anni scipiti si scopra un rinverdire;
numinose fresche rondini frizzanti
nell’aria ne saranno il nunzio,
se lice

 

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Il ritmo dell’Umbratile

danza vorticoso
nello specchio dell’irrisolto.
Il grande paradosso:
compiutezza solo attraverso le mancanze…