Nono "Quaderno Barbarico": poesie inedite di Gabriele Galloni

Nono “Quaderno Barbarico”: poesie inedite di Gabriele Galloni

Il nono “quaderno barbarico” è dedicato al poeta Gabriele Galloni.

Capitava la notte che si andasse
a frugare, bambini, tra gli scogli;
cercando il Filo che riavvicinasse
le stelle l’una all’altra.

Raggiungere lo spazio dalla riva
del mare; intanto cogliere una lucciola
dal bagnasciuga e saperla sorpresi
ancora viva.

***

                             Campo

Un giorno la vedremo intera, questa
stagione. Basterà
un fuoco in spiaggia a memoria di festa
e il bagnasciuga a dire l’aldilà
delle conchiglie mai raccolte:

                            Controcampo

così tante – ricordi? – che per tutta
la notte ci hanno tormentato. In sogno
maree su maree di conchiglie.
Il letto ne fu invaso; le lenzuola
ci ferirono per tutto il tragitto fino alla spiaggia.

                           Campo lungo

E in mare non divennero mai vele.

***

Sarò per te un bambino. Uno di quelli senza
storia che hai già incontrato sulle spiagge
della tua infanzia, un veloce compagno
di gioco. Il tempo di una
buca, di un sacrificio d’acqua; il tempo
di un castello che il vento e l’onda abbattono.

Ricorderemo. Non è stato il nostro
tempo. Che cosa importa: abbiamo ancora
mani per intrecciare fili d’erba
secchi o per implorare, da ubriachi,

che il vento asciughi una ad una le stelle
appena emerse dal mare;
                                       siamo giovani
e due corpi portiamo ancora simili.

***

Noi dormiamo raccolti nell’estate.

Ha smesso già di svegliarci il rumore
del mondo. I nostri piedi sono nudi,
scoperti, ché il lenzuolo è troppo corto.

Il nostro sonno è come una corrente
di risacca; per ore non riusciamo
a svegliarci. Trascorre la mattina

in una luce, una luce che è febbre
da fondale marino; sia destino
guardare tutta la vita da qui.

Sia destino arrivare al pomeriggio
sul filo che divide e l’acqua e l’aria;
e insieme farli in due passi questi anni.

***

Tempo allora che mi ritrovi qui
da solo, perso; qui nell’eldorado
di una festa conclusa – a rimestarmi
nei chi sono e che attendo e dove vado.

 

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Gabriele Galloni è nato a Roma nel 1995. Ha esordito nel 2017 con la silloge poetica Slittamenti, edita da Augh! Edizioni, con una nota di Antonio Veneziani. Nel 2018 pubblica con RP Libri la sua seconda raccolta di versi, In che luce cadranno, nella sezione L’anello di Möbius diretta da Antonio Bux. Nello stesso anno esce Creatura breve per Ensemble, che completa la trilogia poetica.