«L’ultimo salto del canguro» di Paolo Vanacore

«L’ultimo salto del canguro» di Paolo Vanacore

Recensione di «L’ultimo salto del canguro» di Paolo Vanacore.

Già autore della raccolta di racconti “Donne romane. Storie al margine sotto l’argine” (Edilazio) e di “Piccoli quadri romani” (Edilazio), Paolo Vanacore ci propone un nuovo romanzo ambientato a Roma, città in cui vive anche se originario di Napoli.

L’ultimo salto del canguro, pubblicato da Castelvecchi nel luglio 2017, nella collana “Emersioni”, è la storia di Edoardo, protagonista e voce narrante del libro.

Edoardo è un giovane romano non ancora trentenne, consapevole da anni della propria omosessualità, ma convinto di voler tenere il proprio orientamento sessuale all’oscuro dal resto della sua famiglia, compresa sua sorella Margi, alla quale è profondamente legato. Egli vive le sue esperienze, puramente occasionali, vagando nei diversi locali gay notturni di Roma e dintorni.

Il romanzo ha inizio quando il protagonista si trova alle prese con un’inaspettata assunzione presso l’ufficio commerciale del Bioparco di Roma e con l’improvvisa comparsa nella sua vita di Gabriele, fidanzato di Margi. Gabriele, irresistibilmente bello e dai modi gentili, colpisce immediatamente l’attenzione di Edoardo, che si trova per la prima volta a dover affrontare sentimenti importanti per un uomo.

Incapace di reprimere la propria passione nei confronti del cognato e combattuto tra l’amore che prova per la sorella, che ormai ha scoperto la sua omosessualità, e l’ambiguità dei segnali che Gabriele gli invia, Edoardo decide di partire per Dublino, con la scusa di partecipare ad un master in “Zoo Marketing” della durata di due mesi. Il cognato decide di raggiungerlo, a insaputa di Margi, per rivelargli i sentimenti che ha scoperto nel frattempo provare per lui, dando il via ad uno scomodo triangolo amoroso.

Questa situazione apre lo scenario ad altre situazioni, tutte interne alla famiglia di Edoardo, che si scopre vivere in una totale farsa: il padre inscena una serie di viaggi di lavoro per incontrare la sua amante; la madre, nonostante sia consapevole dei tradimenti del marito, finge indifferenza e continua a vivere la sua noiosa e dolorosa routine; Gabriele nasconde la propria omosessualità avvalendosi della copertura fornita dalla sua compagna; Margi, solitamente sveglia e furba, non si accorge del rapporto tra il fratello e il fidanzato e li spinge ad essere amici.

Il protagonista, che si scoprirà essere a sua volta all’oscuro di altre finzioni, si trova a riflettere sulla complessità dei rapporti sentimentali o puramente fisici omosessuali, bisessuali o etero che siano. Se, dapprima, si mostrava sofferente a causa del proprio orientamento e invidioso nei confronti di coloro che potevano costituire una famiglia “istituzionale”, egli capisce che dietro ogni apparente perfezione si nascondono scenari completamente diversi ed estremamente fragili.

Il romanzo svela situazioni e pratiche molto diffuse, ma che riescono a restare fin troppo nascoste per la paura del giudizio altrui e per quella di alterare equilibri già di per sé precari.

Interessante è il parallelismo che l’autore crea tra le dinamiche sessuali umane e quelle animali, tutte legate all’ambito lavorativo di Edoardo e ai suoi amici animali. Ad esempio, quest’ultimo si trova a paragonare l’esperienza del protagonista con Gabriele alle dinamiche dell’accoppiamento dell’Antechino Bruno, una particolare specie di marsupiale che impiega anni per trovare la sua partner ideale, combatte a lungo per conquistarla, riesce a consumare un rapporto sessuale in circa dodici ore, poi sviene e muore. Invece il triste destino di Bel Ami, un leone incapace di accoppiarsi a causa della sua cecità, e che viene quindi allontanato dal Bioparco per essere sostituito da Jad, ben più prestante, è paragonato dall’autore all’uscita di Edoardo dal mondo degli eterosessuali.

Il mondo animale aiuta l’autore anche a spiegare situazioni in cui forte regna l’impulso e in cui il contatto con la natura è inaspettato e destabilizzante, al punto da far sentire l’uomo tutt’uno con essa e renderlo letteralmente “animale”.

La verità, malcelata e incombente, è il tarlo di una società che cerca a tutti i costi di salvare le apparenze.

Il linguaggio dell’autore è diretto e privo di censure. Il sesso, tema fondamentale nel romanzo, è trattato con estrema schiettezza e naturalezza. Vanacore non esita a scendere nei dettagli né ad usare un linguaggio verace e colorito, rendendo il racconto immediato e di impatto. La narrazione è scorrevole e spedita.

Fornendoci spunti riflessivi importanti ed attuali, e scorci di una Roma notturna per molti sconosciuta, Edoardo ci accompagna nel corso di una storia dai risvolti difficili e intricati senza mai farcene sentire la pesantezza, grazie ai numerosi espedienti comici e grotteschi e all’ingresso nella storia di personaggi scanzonati e leggeri.