«L’imperfezione del male» di Fabio Clemente ed Erasmo Scipione

«L’imperfezione del male» di Fabio Clemente ed Erasmo Scipione

Recensione del romanzo noir «L’imperfezione del male» (Ensemble, 2018) di Fabio Clemente ed Erasmo Scipione, primo volume della Trilogia di San Pietroburgo.

Reduce dal successo in Russia, arriva finalmente nella sua versione italiana “L’imperfezione del male”, il primo volume della “Trilogia di San Pietroburgo”. 

Scritto a quattro mani dagli autori Fabio Clemente ed Erasmo Scipione, “L’imperfezione del male” è ambientato tra le strade di San Pietroburgo e, in particolare, si snocciola sulle vicende che ruotano attorno alla Essefitness di Sergej Trushin.

L’uomo, un oligarca russo, imprenditore di successo, proprietario delle palestre più in di San Pietroburgo, dà il via alla storia nel momento in cui viene trovato morto, sdraiato su una delle sue panche, con il collo spezzato da uno dei suoi bilancieri. Le prime pagine del romanzo intonano un vero e proprio inno a Sergej, che ci viene presentato come un uomo da sempre destinato al successo, di insolita intelligenza e astuzia, meritevole di stima e ammirazione. Dalle parole del misterioso interlocutore non trapela un vero e proprio dolore per la sua morte, ma solo il profondo sgomento di vedere immobile un uomo così dinamico. Per il resto, sembrerebbe aver fatto ormai tutto nella vita, tanto da aver avuto l’ultima delle fortune, quella di potersi finalmente riposare.

La matassa da sbrogliare è affidata a Gribanov della Omicidi di San Pietroburgo. È, costui, il classico investigatore ligio al dovere al punto da trascurare la propria vita privata, che spera di poter rimandare al post pensione, e da non accorgersi di cose che gli capitano sotto il naso. Indeciso se fidarsi o meno del primo dei suoi indagati, Sasha Reggiani, intuisce che, piuttosto che ostacolarlo, un uomo così furbo e abile nell’investigare è più utile averlo vicino e designarlo informatore ufficiale.

Iniziamo così a conoscere Sasha, rockstar di discreto successo, istruttore della Essefitness e, insieme ad altre cinque persone, membro della cerchia più stretta dei frequentatori della palestra, nonché intimo amico della vittima. Di origini italiane, il giovane uomo aveva combattuto in Kosovo ed era stato parte, per un certo lasso di tempo, dei Servizi Segreti italiani. Tormentato dalle esperienze del passato e da un amore travagliato che non lo lascia andare, vede piombare di fronte a sé un problema ben più urgente: la morte di Sergej lo vede coinvolto in prima persona e lui si ritrova, al contempo, ad essere inseguito da loschi personaggi e ad inseguirne altri, fondamentali nella sua ricerca della verità. Indagato e indagatore, nel corso delle sue ricerche Sasha si rivolge a contatti importanti e misteriosi, tra ex elementi della sezione paranormale della FSB e maghi del software, perennemente combattuto tra il non volersi fidare di Gribanov e l’essere costretto a fornirgli almeno una parte delle informazioni racimolate. 

Nel frattempo, la scia del male continua ad agire e, uno ad uno, tutti i sospettati diventano le vittime di una morte assurda, provocata attraverso un metodo studiato e abilmente attuato. Una freddezza e una precisione chirurgiche, indici di attenta premeditazione.   

Parallelamente ai numerosi avvicendamenti, gli autori ci propongono delle lettere molto particolari, che intervallano il racconto: qualcuno sta assistendo, turbato e compiaciuto, alla propria stessa metamorfosi. Qualcuno che osserva, riflette e punisce. 

Mentre la storia si svolge tra colpi di scena, nuove indagini e una vita privata che, nel passato o nel presente, tormenta senza tregua i diversi personaggi, accomunati tutti dalla speranza di potersi liberare dei propri demoni senza affrontarli, la matassa pian piano inizia a sbrogliarsi, aprendo la strada ad un finale imprevedibile e geniale, svelando il piano ben congegnato di chi conservava l’alibi più potente di tutti.

Un thriller avvincente e ben costruito; un ingarbuglio ben strutturato di personaggi e vicende; un viaggio affascinante tra le strade di San Pietroburgo e tra i suoi vicoli, i suoi attici e le sue periferie; un continuo flashback su vicende di rilevanza storica, tra Servizi Segreti italiani, guerra in Kosovo, KGB. “L’imperfezione del male” è questo e molto altro, è un’indagine anche interiore, la storia di uomini di estrema intelligenza che, nella ricerca della verità, finiscono loro malgrado per trovare se stessi. 

Un linguaggio viscerale nella sua linearità, un ritmo veloce quanto basta da non lasciare che il lettore si fermi nella ricerca della soluzione, intricato al punto giusto da permettere una grande varietà di congetture. 

Mancando anche un solo tassello, si smarrisce qualunque possibilità di ottenere un quadro completo: chi si ferma è perduto.