«La Meschita, il quartiere ebraico di Palermo» di Franco D’Agostino

«La Meschita, il quartiere ebraico di Palermo» di Franco D’Agostino

Recensione di «La Meschita, il quartiere ebraico di Palermo» fotografie di Sandro Riotta, edizioni Kalòs, Palermo 2018.

A margine delle considerazioni ispirate dal saggio della professoressa Donatella Di Cesare e a  testimonianza del risveglio ebraico del Meridione, in particolare della Sicilia, si segnala il volume “La Meschita, il quartiere ebraico di Palermo” del matematico e storico palermitano Franco D’Agostino  con le importanti fotografie di Sandro Riotta. Nel presentare un percorso di ricerca  che parte dagli anni Novanta, poi valorizzato nell’ambito della Giornata Europea della Cultura ebraica, il libro riassume la riscoperta palermitana della sua storia e identità ebraica.  L’A. ricostruisce le tracce rimaste di vita quotidiana per strade e piazze della Giudecca ma anche in Palazzo Marchesi prima sede dell’inquisizione (1550-1568) e in Palazzo Chiaramonte (detto Steri corruzione di Hosterium Magnum) oggi sede del Rettorato dell’università che pure fu sede dell’inquisizione (1600-1782); qui sono emerse dopo un restauro iscrizioni in caratteri ebraici, opera dei detenuti dell’inquisizione. Varie pagine del libro, che essenzialmente vuole essere una guida della Giudecca di Palermo, sono dedicate alle peculiarità della diaspora siciliana con massiccia emigrazione verso il Regno di Napoli prima e, con la cancellazione delle comunità ebraiche nel Meridione d’Italia, verso il Levante. La presenza ebraica a Palermo dopo la proclamazione del Regno d’Italia si fece assai dinamica con arrivo di ebrei da Italia ed Europa; quattro gli ebrei nati in  Sicilia vittime della Shoah arrestati  a Firenze, Mantova, Varese e Torre Pellice. Il  21 luglio 1943, il generale Alexander abolì in Sicilia le leggi razziali  e dopo quasi 5 secoli venne riaperta a  Palermo un oratorio per i soldati ebrei americani. Proprio allo Steri il 30 giugno 2015 fu scoperta  una lapide che indica i nomi dei docenti espulsi per motivi razziali. L’arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice con un gesto di riconciliazione ha donato agli ebrei di Palermo la chiave dell’Oratorio di Gesù e Madonna del Sabato che si trova nell’area in cui sorgeva la sinagoga.

Piero Terracina, uno dei sopravvissuti al campo di concentramento di Auschwitz, quando  nel 2016 ebbe la cittadinanza onoraria di Palermo disse: “Mio nonno materno, originario di Ancona, frequentava la scola siciliana (cioè il tempio di rito siciliano), così come suo padre e suo nonno per cui ritengo che gli avi si fossero stabiliti ad Ancona provenienti dalla Sicilia. Di sicuro hanno pregato con i canti e i riti della tradizione sinagogale siciliana. E ora sono siciliano “di ritorno”, e cittadino di Palermo.