«La cresta dell'upupa» di Daniele Borghi

«La cresta dell’upupa» di Daniele Borghi

Recensione di «La cresta dell’upupa», edito da Ensemble, l’ultimo romanzo scritto da Daniele Borghi.

Ne «La cresta dell’upupa» di Daniele Borghi sono riportate le rocambolesche avventure che un laureato romano, come tanti non ripagato professionalmente dai suoi sforzi, si ritrova a vivere nel tentativo di sfuggire alla precarietà.

Ѐ proprio Roma a fare da sfondo al racconto, la Roma viva e sveglia anche di notte, con i suoi vicoli e i suoi luoghi sperduti, quelli che non vengono menzionati quando si parla della sua magia e che sono conosciuti solo da chi vive a pieno la città, solo da chi ha voglia di allontanarsi dal caos delle vie del centro e dai ritrovi più tipici.

Il protagonista del romanzo è Migliore, un trentaduenne perennemente al verde. Laureato in Sociologia, ma appassionato di fisica, lavora da tempo ad un progetto volto a ridurre il consumo di carburante fossile, senza riuscire a trovare qualcuno che lo finanzi. Nel frattempo, bisognoso di denaro, inventa un suo business di dubbia legalità, che consiste nell’appropriarsi del vetro gettato nei cassonetti della raccolta differenziata per poi rivenderlo al mercato nero. Il suo unico amico è Diandro, un sessantacinquenne ceceno reduce dalla guerra indipendentista contro la Russia, appassionato di lettura, esperto nel furto di furgoni e suo complice nel progetto di rivendita abusiva di vetro.

Un giorno, mentre svolge la sua nuova attività, Migliore si trova davanti la scena di una prostituta selvaggiamente picchiata dal suo lenone e, in maniera del tutto impulsiva, interviene mettendo k.o. l’aguzzino e portando con sé la ragazza. Sarà Diandro a rivelargli che il traffico di prostitute provenienti dall’Est è gestito dai pericolosissimi ex agenti del Kgb, che faranno di tutto per ritrovare la giovane, di nome Xenia.

Con i russi già alle calcagna il protagonista, l’amico e la ragazza tratta in salvo decidono di elaborare in breve tempo un rischiosissimo piano per liberarsi dei malviventi ed impadronirsi del loro denaro. Inizia, quindi, la vera e propria avventura degli eroi per caso, alla scoperta di una Roma ancora più inedita, tra gag tragicomiche in cui, a volte, l’assurdità della situazione lascia sfumare la percezione del pericolo.

La precarietà e l’incertezza del domani fanno da sottofondo a tutta la storia. Un laureato disoccupato, una prostituta partita dall’Est con la promessa di una vita migliore ed un ceceno emarginato vanno a formare un incredibile trio dalle forti potenzialità, quelle che la società non vuole riconoscere e valorizzare. Energie positive e grandi capacità vengono sfruttate per scopi di sopravvivenza, andando spesso a confluire verso ciò che è sbagliato. Vengono utilizzate per “cavarsela”, per uccidere, per rubare. Con la certezza di non avere nulla da perdere il rischio è più facile da affrontare. “Al massimo moriremo” è una frase che più volte salta agli occhi come se fosse una massima.

La totale sfiducia verso l’integrità delle forze dell’ordine rispecchia il pensiero di una comunità attuale, sempre più convinta che sia meglio “farsi giustizia da soli”. A colpire è la folle voglia di provare a cambiare le cose, di rendere un po’ più giusto un mondo in cui il fine giustifica i mezzi.

La solidarietà esiste tra chi è accomunato dalla stessa sfortuna, ma la menzogna può ferire più di una lama, annullando tutto ciò che è stato condiviso.

Ma alla fine, anche quando l’obiettivo sembra raggiunto, la strada è comunque in salita, il viaggio non finisce mai e la stabilità e la serenità somigliano ad uno spiraglio di luce che resta ancora e sempre lontano.

Un racconto disincantato, dai toni vivaci e a tratti veraci. Scorrevole e accattivante, ci conduce ad un finale lieto, ma non del tutto. I dialoghi sono credibili, le dinamiche tra i protagonisti divertono e coinvolgono. I personaggi sono reali, le loro paure e debolezze sono palpabili, nulla è idealizzato.

Il mix tra comicità, avventura, indagine e scoperta rende impossibile al lettore annoiarsi. Da leggere tutto d’un fiato, il romanzo di Borghi promette forti emozioni e tanti sorrisi.