Kent Haruf, uno di noi

Kent Haruf, uno di noi

L’importanza di aver pubblicato e portato in Italia l’opera di un autore importantissimo come Kent Haruf.

Qualcosa si sta muovendo nel panorama editoriale italiano. Dopo anni di indiscusso predominio delle grandi Einaudi e Mondadori, la neo-nata Enne Enne Editore ha assestato il suo primo colpo. Un po’ come fece Giangiacomo Feltrinelli con la traduzione del Dottor Živago del russo Pasternak (mal digerito in patria) o con la pubblicazione postuma de Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa: un editore che alla fine degli anni Cinquanta non ebbe paura di osare, riuscendo con successo ad aprirsi un varco nel contesto editoriale nostrano. Ora, l’uscita in traduzione dell’inedito Kent Haruf ripropone lo stesso evento: una piccola casa editrice che tenta di farsi conoscere, riuscendo con intelligenza a scalare le classifiche dei libri più letti. Dopo la pubblicazione della trilogia di Holt, un gioiello della letteratura americana che ha cominciato a farsi strada tra gli intenditori di narrativa con numeri che sfiorano le 30mila copie, Le nostre anime di notte (l’ultimo romanzo dello scrittore americano) ha sfondato il muro dell’anonimato raggiungendo vette inaspettate: quasi 6.000 vendite in una sola settimana. Un successo che si deve alla lungimiranza di giovani editori, nati soltanto nel 2014, che hanno saputo scommettere su qualcosa di bello e ancora sconosciuto in Italia, almeno in traduzione: l’opera di Kent Haruf.

Poco avvezzo al successo editoriale anche nel paese natio, lo scrittore americano merita di essere letto, nonostante la scomparsa (nel 2014 all’età di 70 anni) non ci possa assicurare nuove sorprese. Il suo stile, infatti, incarna quanto di più delicato possa essere messo per iscritto su di una pagina: mai aggressivo e poco incline alla rappresentazione del male, Kent Haruf propone una scrittura esistenziale, di una semplicità quasi unica e rara. I personaggi sono figure assolutamente normali, che vivono i loro piccoli drammi quotidiani con la riservatezza che ha contraddistinto la vita dell’autore, di cui ancora adesso si conosce un’unica foto pubblica. Sebbene l’ambientazione sia sempre la stessa (la cittadina di Holt immaginata da Haruf come un luogo fittizio, ma assolutamente realistico), le storie non stancano per ripetitività. Anzi, ciascun romanzo porta con sé una tale carica da riuscire a sorprendere anche il lettore più incallito.

Ogni personaggio trova nel suo autore un riparo, e la cura necessaria per farne una grande figura. La finzione, infatti, cede il passo a una rappresentazione talmente realistica da lasciare un segno profondo e indelebile: persone alle prese con i piccoli e grandi drammi della vita quotidiana, come la vecchiaia, il pregiudizio, l’amore verace, la spensieratezza, la figliolanza. Tutti temi affrontati con maestria, grazie a una scrittura semplice ma attenta alla profondità del mondo interiore. Kent Haruf dimostra così di essere un grande conoscitore dell’animo umano, influenzato sicuramente dall’essere stato uno scrittore adulto, che è riuscito nel successo editoriale soltanto all’età di cinquant’anni, dopo essersi sporcato le mani nei più svariati mestieri per portare avanti la famiglia. Non a caso, nella sua scrittura emerge qualcosa di assolutamente maturo e ben ponderato, che nulla ha a che fare con la vivacità o la spensieratezza di una mano ancora giovane e fresca: l’autore fa sentire, infatti, la propria presenza, quasi a voler proteggere i romanzi dalle intemperie della critica più accesa, rendendoli così un piccolo gioiello tutto da assaporare, magari nel silenzio dell’intimità.

Complimenti, dunque, alla NN Editore per aver osato lanciarsi in un progetto editoriale che, per ora, sembra essersi rivelato di altissimo livello. E speriamo di poter leggere a breve le opere di Haruf rimaste ancora intradotte.