Poesie di Fabio Strinati

Poesie di Fabio Strinati

Pubblichiamo, quest’oggi, cinque poesie di Fabio Strinati, autore molto interessante.

Ho imparato di Fabio Strinati

Ho imparato presto a camminare
sulla scacchiera di un’epoca
a me contraria.
Ho visto nella folta spirale
l’imbarazzo per un’avventura
chiamata vita
che ormai per dissimmetria
ho presto dimenticato.

Ho visto te come nutrice di astri,
e in me, la moltiplicazione
di speranze indomabili
come sospiro ad ogni patimento.
Ho imparato la parola,
rarissima perla contro il pianto
e la tristezza carica d’aroma.

*

In me di Fabio Strinati

Rimbomba in me, il vento eterno; sempre,
singulti non facili tramontano
più del silenzio, straziato in viso,
l’inverno.

In volto, bruno mi avvolgo che del buio
incurante scava: mai, l’anima al mondo
taciturna che inondata e di me rimane…

come nelle tenebre un vecchio
sospiro reclama.

*

Un ricordo di Fabio Strinati

Ho acceso su questa chiatta, un ricordo nato
per frugare.

Ho mentito al tempo, assaporato l’anima
che vive una somma di vite;
compreso come il nulla sia un canestro
di moltitudini vicine e lontane.

Ho spalancato al mio pensiero in brandelli,
un cerchio irregolare. Un istante,
vissuto poco o nulla e una frase irretita
finita nel suo foglio tra le pieghe…

L’unico ricordo, è rannicchiato in un angolo
pieno di ombre livide;
un tempo consumato, disciolto in un dolore
di un attimo dimenticato.

*

Posti, altri posti di Fabio Strinati

Luoghi che vanno… che negli occhi si attorcigliano,
che rivestono strade, di petali, di campi
come sugli amari selciati accartocciati.
Persone sonore nell’estasi sotto raggi solari;
ma poi, dove cade se non al petto quel raggio di luce
che per distacco, mai s’è risparmiato?
Posti che vivono altri posti, che sudano parole
palpitanti lacrime a chi per supplica, resuscita
in quel nido chiamato libero volo sconosciuto;
ma poi, dove cadrà l’alba se non nel cuore di una donna
da una luce d’occhio, appena accarezzata?

*

Ombra di Fabio Strinati

Il mio corpo vibra
in uno sconosciuto posto
che di una perduta notte
si nutre e si schiude.

Annego nel vuoto, ed altri
vuoti naviganti
come furie sciolte
nei venti lontani
mi scompigliano l’anima
nel suo fondale d’esasperazione.

Cerco attimi che siano folli,
virgole per respirare:
assumo la mia forma
quando nello specchio
mi vedo ammucchiato
coi pensieri dell’origine,
e nel sondare
la mia anima che giace
in uno scrigno di ventre,
mi sento ostaggio
di quest’ombra a me familiare.

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Fabio Strinati (poeta, scrittore, aforistapianista e compositore) nasce a San Severino Marche nel 1983 e vive a Esanatoglia, un paesino della provincia di Macerata. Molto importante per la sua formazione, l’incontro con il pianista Fabrizio Ottaviucci. Inizia nel 2014 a dedicarsi in maniera continuativa alla scrittura. Nell’ottobre del 2014 pubblica il suo primo libro di poesie, Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo (Il foglio letterario). L’opera è stata interpretata dall’attrice Maria Rosaria Omaggio in uno spettacolo presso il Teatro Lo Spazio di Roma nell’agosto del 2015.  Dopo aver ricevuto numerosi premi e pubblicato altri due libri, nel 2017 pubblica la sua quarta raccolta dal titolo Al di sopra di un uomo.