Gino Rago e Giorgio Linguaglossa. Due poesie sul tema dello specchio, a cura di Gino Rago   

Gino Rago e Giorgio Linguaglossa. Due poesie sul tema dello specchio, a cura di Gino Rago   

Gino Rago e Giorgio Linguaglossa: due poeti a confronto.                                                                                                              

Molte delle ragioni che mi hanno spinto a indagare nella poesia contemporanea  il confronto lirico-dialettico con il tema dello specchio  sono condensate nella missiva a me diretta da Giuseppe Talia, che riporto:

«Caro Gino Rago,  è molto interessante questa indagine sullo specchio che stai conducendo in queste pagine. Che cosa è lo specchio se non la storia delle generazioni che si succedono nel corso del tempo. E’ impossibile esprimere – scrive Tarkovskij – la sensazione finale che questo tipo di ritratto produce su di noi. Secondo Lacan, attraverso lo specchio il bambino arriva, attraverso varie fasi, a riconoscere se stesso separato dagli altri e  prende coscienza di sé. Ciò che si verifica davanti allo specchio è la costituzione del proprio Io. Il riflesso speculare ricopre per il bambino il ruolo che il Doppio assume per il conflitto narcisistico nell’adulto. Questo testo che ti sottopongo è interamente calato nell’odierno narcisismo, nella doppiezza in cui però la costruzione del proprio Io porta con sé una malattia: la metafora di Nietzsche sul cammello, per esempio. La passione per la libertà, la passione per la creatività, come afferma Massimo Recalcati, non è la passione fondamentale, la passione fondamentale che orienta la vita umana è la passione per le catene. Ecco che allora il set del mio testo è in una palestra, luogo di fatica, di costruzione di un corpo che non è il corpo, quanto, invece, l’idea di corpo. Un luogo di tortura medievale, almeno così io l’ho inteso, con il mio stile».

Altre ragioni, non meno urgenti a sostegno della idea di indagare la Poesia verso il paradigma dello specchio, derivano direttamente dalla domanda che a lungo Giorgio Linguaglossa ha posto alla filosofia:

«C’è una differenza ontologica fra l’immagine allo specchio e l’immagine che sta nella mia testa?», partendo dalla Dialettica negativa [pag.68] di Adorno:«Lo specchio è un concetto aporetico per eccellenza, perché converte il più concreto nel più astratto, e quindi il più vero nel più falso. In ciò lo specchio è l’esatto contrario dell’essere, concetto anch’esso aporetico in sommo grado, perché quest’ultimo «trasforma il più astratto in più concreto e quindi più vero».

I 2 poeti hanno in comune una cifra che nella scelta operata è stata per me decisiva: la tensione metafisica, se non mistica, che emerge dai loro versi. Cifra che induce questi poeti a confrontarsi con il mondo visto da uno specchio attraverso il quale scorre la vita, esprimendo, o anche soltanto accennando, l’indicibile, senza la pretesa di possederne le risposte. Il compito vero del poeta non è quello di dare risposte ma è quello di porsi e di porre le grandi domande verso la verità del mondo e non sugli stati d’animo del piccolo «io». Sotto lo sciame degli aerei da bombardamento, il lettore  continui a tagliare  il suo cocomero.

(Gino Rago, Roma, giugno, 2018)

Gino Rago
Agenzia di viaggi

“Cara M.me Hanska, lasci in pace il poeta delle ombre,
Herr Cogito, i gerani, la veranda, il giardino,

la copia della Gioconda, il lillà
e la Sua stanza ammobiliata possono aspettare,

abbiamo altro da fare, per esempio
ascoltare il canto degli uccelli

o il ronzio della Storia
nei bassifondi

ma la gioventù negli ori della Grecia e di Troia
e quelle teste calde di Achille, Ettore e Patroclo

smettessero per un pò di fare baccano,
coprono il canto delle allodole di tutto l’Occidente

[ anche gli dèi imparino a tenere il becco chiuso,
sono sull’Olimpo grazie alla poesia].

Lo specchio alla donna che si ammira:
« Sul soprabito manca ancora il bottone,

le bombe non cadono più su Belgrado,
chiusa per sempre l’agenzia di viaggi di Hitler e Stalin

[troppi biglietti di sola andata,

pochissimi quelli di andata e ritorno]».

Cara M.me Hanska, dalla stanza dell’insonnia sulla macelleria
il poeta vede ciò che il filosofo pensa.”

*

Giorgio linguaglossa
Il Signor Posterius

sulla sinistra, c’è un vuoto; metto una mano nel vuoto,
faccio un passo in avanti:

di fronte ad uno specchio con la cornice bianca
c’è un altro specchio.

i due specchi si specchiano nel vuoto,
illuminano il vuoto, specchiano il vuoto che è nel loro interno.

sul fondale, c’è una porta,
dietro la porta, una Figura maschile con la giubba nera

e bottoni di madreperla
da cui risalta una gorgiera bianchissima

bacia sulla gota una dama bellissima
in crinolina bianca.

l’uomo sembra di passaggio, forse è lì per caso;
è immobile sulla soglia [dietro la soglia una vampa

di luce lo investe alle spalle] forse emersa da un’altra stanza,
o da un corridoio attiguo al bianco del nulla.

sta lì, in attesa.
assume una posa, forse osa un passo che non accade,

il suo sguardo occupa la scena, e la scena
respinge il suo sguardo.

la figura accenna un movimento, che non c’è.
la bellissima dama accenna un inchino, che non c’è.

adesso, la Figura è un osservatore distratto
che sta curiosando nelle suppellettili del nostro vuoto

semipieno, o pieno semivuoto.
sulla sinistra,

c’è un vuoto che abita uno specchio bianco,
dietro lo specchio con la cornice bianca

c’è un altro specchio…

[da un botta e risposta in forma di sms con M.me Hanska di Giorgio Linguaglossa]

*

Giorgio Linguaglossa
Sms da M.ma Hanska

“cari poeti delle ombre,
M.ma Hanska mi ha inviato un sms dall’aldilà.

mi scrive: «arrivederci Signor Linguaglossa, Herr Cogito
si trova già qua; la aspettiamo, c’è una bella stanza ammobiliata

che dà sul giardino, una veranda (ci sono ancora il geranio e il lillà)
con una copia della Gioconda sulla parete del soggiorno»;

davvero gentile M.me Hanska, ma io me ne sto di qua,
nel retrobottega dell’essere, al sicuro per fortuna, dalle intemperie

del destino (si dice così?).
c’è dunque tempo per le improvvisate di quel figuro del Signor K.”

Nota

Gino Rago e Giorgio Linguaglossa sono due poeti. Notizie biobibliografiche si possono trovare in internet. Sono promotori della poetica che va sotto il nome di «nuova ontologia estetica».