"Due secondi di troppo" di Andrea Mauri

“Due secondi di troppo” di Andrea Mauri

«Due secondi di troppo» (Il Seme Bianco, 2017) è un romanzo di Andrea Mauri, redattore, giornalista e scrittore romano, che proprio nella sua città natale ambienta la sua ultima storia.

Stordito e inebriato dalla scia del suo profumo Poison, invadente quanto la sua presenza nell’intero corso della sua vita, Antonello accudisce la madre Beatrice, che staziona da tempo in una clinica. La donna, una veggente che ha sempre vissuto nel futuro attraverso la lettura dei tarocchi, si ritrova a dimenticarsi pian piano del proprio passato a causa della demenza senile, che accompagna le ultime fasi della sua vita.

Insofferente e allo stesso tempo dipendente da Beatrice, Antonello ripercorre con lei il loro vissuto nel tentativo di stimolarle la memoria, con un gioco che consiste nel ricostruire momenti particolarmente significativi attraverso oggetti del passato. Tra continui riferimenti all’arte e atmosfere magiche e arcane, riviviamo la storia del protagonista e del suo rapporto con una figura materna che, fin dalle sue prime esperienze omosessuali, ha influito sulle sue scelte e sui suoi rapporti con gli uomini, portandolo spesso a dover rinunciare a cose per lui importanti.

Durante i farneticamenti di sua madre, per la quale i momenti di non lucidità diventano sempre più frequenti, Antonello si rende conto che la sua veggenza, sulla quale aveva sempre riservato dei dubbi, è probabilmente reale ed è stata proprio la causa del suo sapere tutto di lui senza mai dover chiedere.

Quando il rapporto con il neurologo della clinica, il bel Gabriele, inizia a diventare intrigante, il protagonista dovrà chiedersi fino a che punto la gabbia creata per lui dalla madre non sia in realtà un rifugio in cui nascondersi per non lasciarsi davvero andare e rendersi indipendente nelle proprie decisioni. Saranno proprio quei due secondi di troppo, quelli necessari per scegliersi, a scatenare il conflitto interiore del protagonista.

Unica presenza amica, sua cugina Silvia, diretta discendente di Beatrice nell’arte della lettura dei tarocchi.

Un romanzo che scava a fondo nel rapporto viscerale tra madre e figlio, composto di sentimenti alterni e contrastanti. Un amore che forma, plasma e influenza più di ogni altro, in quanto la sua fonte è la donna che ha dato la vita e ha guidato nel percorso di crescita, il che implica una conoscenza e una comprensione più profonda di quanto qualunque figlio possa pensare, conoscenza di cui la veggenza di Beatrice è pura metafora.

Un’altalena tra un passato che riaffiora, un presente che stenta a decollare e un futuro più presente del presente stesso.

Quelle di Andrea Mauri sono pagine lente e statiche, a correre velocemente sono le fantasie del protagonista e la malattia della madre, che ricorda come anche nell’infermità e nella sofferenza si possano trovare attimi di dolcezza e ironia.

Due secondi di troppoè un romanzo dai toni leggeri e distesi, che sanno comunque rendere perfettamente il peso di un passato che continua a pesare sulle spalle e ci conducono piacevolmente verso un finale aperto, che lascia ogni spazio all’immaginazione del lettore.