Dall'ultimo inverno. Tre componimenti inediti di Francesco Ambrosio

Dall’ultimo inverno. Tre componimenti inediti di Francesco Ambrosio

Alcuni componimenti inediti di Francesco Ambrosio ispirati dall’inverno.

Per una viuzza alla sera

“Spesso , per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.”
Umberto Saba

Istantanea a un crocicchio la
goccia di piombo che scende
nella cava profonda del cuore.
Nella sua picchiata essa fende
le pareti, riscopre l’amore
perduto dall’uomo, l’offende.
Temporanea s’incrina la scorza;
poco avanti il cammino riprende,
pur con la ferita che smorza
la baldanza. Egli si sforza
e concilia a fatica opposte
tendenze, oppone la forza
del suo istinto al vento che le imposte
del suo Esser fa tremare…Coste
serene fantastica, ma la burrasca
e il cavallone frequenti e toste
gli si approssimano; le adesca
coi suoi fremiti più segreti.

 

 

***

Nota ai viandanti

 

Acredine è la polvere
sollevata e impressa
sui volti sereni o curiosi;
assente pietà o i rispettosi atti,
rimane il calcolo ridotto,
stringa breve di voce e di  fatti.
E noi pallidi, un cuore
per uno, un cammino in inverno
nel gelo senza tempo.
Eppure la forra scavata
nei ventricoli rivela
tesori…accidentale e insperata
ricchezza. Inesprimibili pianti
la cui essenza blu annega o guarisce

i viandanti

***

 

Pensieri di un presunto monista

 

Il pomeriggio d’inverno
è la sfumatura necessaria
sul mio cuore malfermo
che richiede aria.
Fuori dall’atmosfera
balugina il volto della luna,
ben prima che sia sera:
come se finalmente la cruna
dell’ago si fosse trovata.

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Immagine: Ottone Rosai-Via toscanella. 1930, olio su tela. Firenze, Collezione privata(?).