Crisi di presenza. Inediti di Davide Minotti

Crisi di presenza. Inediti di Davide Minotti

Siamo lieti di pubblicare cinque poesie inedite sulla crisi di presenza di Davide Minotti. Cinque ipotesi dello stare ai margini sul piano politico, affettivo, economico, geografico, abitativo; cinque poesie che indagano l’emarginazione come atto sovversivo.  

Scrivere dalla galera di Davide Minotti
ad Asli Erdogan e altri giornalisti

Volti divisati ai margini, facce sfigurate d’angeli in terra
in un pugno di tempo vanno al ventre interno della terra
sulle soglie d’antichi templi, telecamere li spiano a terra.

Senza padroni, angeli con le tracheotomie e le spade in mano
sfamavano gatti assiri poco più massivi col cibo per mano
e oggi coprono le gole di panneggi che stringono a mano.

Angeli irrefragabili, stuprati dallo Stato a stare ai margini
lontani dalle loro stanze, massi erratici lungo gli argini
a talento si tengono grifagni con i volti divisati ai margini.

*

Barboni intellettuali a Piazza Vittorio di Davide Minotti

Nell’ombra delle piazze
sul legno delle panche
tra marmo e calcestruzzo
ch’è patrimonio al mondo,
ci si taglia noi le unghie
o giochiamo a badminton
senza un nostro spazio
tantomeno una toilette.
Alle una ci si sposta
agli angoli di stazioni,
mangiamo noci in busta
come laute colazioni.
E ci facciamo belli
per venire a prenderti,
ascelle nelle fontanelle
no sapone o deodoranti.
Veniamo a prenderti
ci fingiamo gentlemen
per andare a mostre
per sentire i reading.
Poi ti riportiamo a casa
ti scortiamo alla porta
per tornare in piazza
con pulsioni nell’aorta,
sensi d’ammoramento
volendo qualcuno affianco
che ci curi l’invecchiamento
la pelle dura delle unghie.
Riproviamo già domani
e intanto ci accucciamo
nella piazza dei romani,
domani già ci riproviamo.

*

Vivere nelle share’n’go di Davide Minotti

Siamo finiti a vivere nelle share’n’go
ora che il parco macchine si è allargato
ai mini suv e che l’affitto di più giorni
ci proietta lontano dal centro abitato.
Solita crisi del mattone e della finanza:
viviamo dentro l’abitacolo sui cartoni,
di materassi e stanze possiamo fare senza,
ci infibuliamo in auto come fossimo padroni.
Con i teli ai finestrini potremo copulare
e da fuori non sapranno che siamo appartati;
con l’accendisigari faremo da mangiare
prelibati cibi in scatola tra i sedili ribaltati.
Vedremo il mondo dalla macchina sfitta
e quando infine verrà a cercarci la polizia
col tubo del gas attaccato alla marmitta
lasceremo che la giustizia ci porti via.

*

Paesino fantasma di Davide Minotti

Nelle valli renitenti all’entroterra,
là dove qualche metro prima
ancora reggono morchie di villaggi
e ogni salita s’entra a casa della gente,
poco dopo è la radura improvvisa
le cicale già alle cinque
con le vipere e i cavalli,
echi d’ululati meccanici
tra gli speroni murari.
Un cancello arrugginito a fil di ferro
gli scalini slavinati,
ingressi di dimore vestigiali
dove spirano le fole:
intonaci rosa affatturati dal tempo,
stralci di carta da parati penduli appena,
bidoni per far caldo.
E presentire una crisi di presenza
le maturità di là da venire,
sotto tetti di legno spopolato
travi in abbandono,
riordinare fin qui le assenze
sforzarsi di chiamarle col loro nome.

*

Sotto tetti di lamiera di Davide Minotti
a chi vive nei campi

Nei tetti di lamiera
praticabili
si fanno su dimore
adattabili,
e nei cantieri vuoti
dietro muretti,
sopra guard-rail corrosi
lungo campetti
di tipici distretti
periferici.
Sotto forme imperfette
robi tossici,
tra le coperte i muri
a dividere
i nuclei familiari,
le loro storie.
Fratti nei microspazi
c’è sempre un uomo
che ammassa laterizi,
la donna tuona:
“taglia l’unghie dei piedi
che sono lunghe”.
Quest’oggi come ieri
fuori le giungle
fuori gli ustori armati
le micce accese;
qui letti negli armadi
di mese in mese,
genti senza rimedi
ma non arrese.

***

Davide Minotti è nato a Frosinone nel 1989, in agosto. Ha studiato germanistica a Bonn e montaggio al Csc di Roma. Montatore e poeta, dal 2016 collabora con Edizioni dell’asino e la rivista “Gli asini”. Nel 2017 ha pubblicato Pâté di vittima (Campanotto).

Con l’amico Alessio Maramao ha fondato il progetto “I Conniventi” https://www.facebook.com/iconniventi/