Cinque poesie per il gioco della vita

Cinque poesie per il gioco della vita

Cinque  inediti in versi ispirati dalle particolarità del quotidiano.

 

Aspettative

 

Quelle virtù che nell’altro apprezziamo
e con piglio sicuro facciamo nostre
da troppa distanza, sfocate le vediamo:
allo sguardo attento esposte, pianti
amari e piccole rughe segnano il volto.
E così le scartiamo, fino a che
nell’altro si incarnino, e del folto
delle  sicurezze non resti poi  granché.
Quante lacrime amare, o quali crudeli
ovvie risate egli andrà facendosi
dei nostri pudici eppur savi veli;
eppur un giorno non lontano, specchiandosi
potrebbe scorgere, inusitato, di fragili steli
esser composto il suo riso, scoprendosi
vivo e percosso dalla furia della vita.
Possa quel giorno, per il suo cuore
non nascere mai.

***

Equilibrio

Le tue onde di senso
tu dalle al vento,
denso è il mondo di
omesse o superflue
parole .
A una prole s’assimila
di frammenti, pagliuzze orientate
verso l’Eterno.
E in ogni pietra un salto,
in ogni male una grazia,
voci e passioni
nelle acque del Sogno
che è detto vita- t’insegnano, se desto
a nuotare;
pur quando, in un azzurro manto
scivoleresti, dissolto

 

***

Blue but alive

Dopo lunghe riflessioni
ho finalmente notato :
la mia amarezza germina nell’ora in cui
inizia del dì il declino.
Sai cos’è vedere il sole
che lentamente muore?
Sai cos’è sapere la luce
svanire, sparire, sfiorire lenta?
Vivere in luce, morire nell’ombra
a volte ho visto il contrario
e come temo la malinconia a volte
e come temo il turbinare inatteso della vita.
Questa però è straordinaria ebbrezza,
bellezza d’ogni epoca.
Sai che amare richiede impegno,
più  impegno ancora viver nell’amore.

 

***

Canto del nuovo giorno

Incontrare il deserto significa
offuscare con un velo di calore
erbacce e rimpianti.
Significa ascoltare il richiamo del viaggiatore.
Riprendere una strada dismessa da tempo,
senza vergogna.
Come un fiume che si accosta dolce
al mare, da me stesso in me stesso
intrapresi il lento cammino. I miei dubbi
un tempo visti come maligni,son divenuti
preziosi consiglieri

 

***

 

Echi di un’incomprensione

Con tanta e urgente chiarezza
riconosco, d’un momento passato
l’ inconsueta bellezza
che nessuno all’altro poteva confessare.
Geme lieve
sotto assedio il nostro segreto.
Era fatto-pur è consueto-di trattative e cenni.
Ho radunato in manciate i nostri scambi.
Il tempo immenso e macroscopico.
Non sembrava altro
che una pennellata di nitore
dal Lucernario segreto del mondo.

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Immagine: René Magritte-L’impero delle luci. 1953-1954, olio su tela.  Venezia, Peggy Guggenheim Museum.