«Assolo per mia madre» di Maria Pina Ciancio

«Assolo per mia madre» di Maria Pina Ciancio

Recensione di Lucio Zinna del libro «Assolo per mia madre» di Maria Pina Ciancio edito da L’Arca Felice.

La basilare musicalità di questa nuova opera poetica di Maria Pina Ciancio è suggerita già in titulo. Assolo. Parole-suoni che inglobano squarci d’anima. La voce si eleva, solitaria, nel canto, in un più ampio fatto compositivo (solo apparentemente frammentario) in cui l’aspetto corale/strumentale è determinato da ambienti e atmosfere (e da albe, tramonti, stagioni), in una terra dai “millenari silenzi”. Poesie per la madre scomparsa, nel vivo ricordo (un ‘richiamo al cuore’, etimologicamente) di lei, in particolare delle passeggiate – lunghe e dalle lunghe soste – in sua compagnia, negli anni dell’infanzia, in luoghi da attraversare in “eloquenti silenzi”, con solo poche cose («sappiamo di tornare») e in prevalente dimensione interiore: «solo gli occhi, le mani, l’anima / a cercarsi».

La poetessa procede per flussi memoriali, come in proustiane intermittances du coeur, in toni ora evocativi («Mi asciuga il sudore della fronte mia madre»; «Mia madre conserva il mio anello») ora vocativi («Mi disseto alle tue mani madre»; «Mi chiedo potrà bastarti un fiore»). E intorno il paesaggio, dalla luce chiara del mattino all’erba “spettinata” della sera.

Fino alla lenta, angosciosa presa di coscienza dell’addio, alla consapevolezza dell’assenza, nel coraggio da rinvenire proprio laddove risulti più fievole. Fino a che tutto non si riduca a un silenzio, altro stavolta, che sorge da un «dolore che smuove le radici». E va oltre, in un quid (riassumibile nel “Frammento 11”) in cui si capovolge il rapporto tra noi e le persone scomparse, fondamentali nella nostra esistenza, che continuano a vivere in noi, mentre l’attenzione si volge ora verso l’altro polo, nella speranza che l’oblio non sopraggiunga in esse, nel territorio di misteriosa, inesplorata vastità in cui si trovano: «Non dimenticarmi. Ecco, questa è la preghiera».

Lucio Zinna

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Una poesia tratta dal libro:

Solo le preghiere adesso

Sapere tutto e fingere i fiumi, il mare, la speranza
fingere di correre con i reni spezzati
e il respiro della vita chiuso in gola

la mia preghiera oggi è la finzione
è guardare il fuoco spento e non dire più nulla
che faccia eco o smuova l’aria della stanza

Il tempo è solo vento adesso
scompaginata preghiera
ululato di lupi,
lamento di agnelli
Silenzio fermo

Le mie braccia culla
la forza per l’ultimo sorriso

(da Assolo per mia madre, p. 31)