«Litania per le mani di mia madre»: un inedito di Edvige Giunta

«Litania per le mani di mia madre»: un inedito di Edvige Giunta

Pubblichiamo un inedito della poetessa americana Edvige Giunta; la poesia è tradotta da Daniela Spampinato e Francesco Di Vincenzo.

Litania per le mani di mia madre di Edvige Giunta

Voi che cucite l’orlo del suo vestito
Voi che lavorate un maglione
di lana blu e bianca
disegno norvegese per una ragazza siciliana
Voi che scrivete una lettera alle figlie Amiricane, ora
alla nipote che voi non riconoscete
Voi che lavate i piatti quelli per le occasioni speciali
con la riga d’oro
i piatti che lei conserva nella vitrina
(mentre le sedie della stanza da pranzo cadono a pezzi)

Voi che spolverate la porcellana di Capodimonte ‘nto salottu
dove la sua piccola si esercitava in interminabili scale
al pianoforte che voi non potete toccare
i doni di nozze deliziosi e ridicoli
Voi che affettate melanzane per la parmigiana della sera
pelle di porpora troppa grazia nel bidone dei rifiuti
Voi che asciugate la sua fronte dopo aver steso il dolce astratto
per il ragù rossiccio concentrato di sudore femminile

Voi che grattugiate pecorino fresco su di un piatto fumante
(non ne ricordo più il profumo)
Voi che spalmaste nutella (sempre Ferrero) sul pane di mio fratello
abbondanti fette sottili di vosteddra del panificio del vicolo
Voi che asciugaste lacrime dopo che lui era caduto dal tetto
testa rotta dopo aver danzato con gli uccelli
con il sangue che usciva dalle sue orecchie fontane impressionanti

Voi che raccogliete arance e mandarini prezzemolo e basilico
Voi che correggeste dettati di prima elementare
Voi che guidaste le mani degli alunni più piccoli
Voi che tracciaste maldestre consonanti e vocali sulle righe
(come possono essere le vocali inglesi così diverse?)
Voi che pagate conti

Voi che pagaste un biglietto Alitalia solo per il ritorno
Voi che componete sempre numeri di telefono nuovi zero uno uno tre nove
(questo è quello che compongo io, non ricordo il suo numero)
Voi che trasportate la sua valigia autobus treno aereo

Voi che rassettate il suo vestito
Voi che sistemate abiti Voi che sistemate stanze Voi che sistemate esistenze
Voi che rimescolate il passato Voi che fate ribollire il suo odore
Voi che confezionaste scatole di paste di mandorla
per Catania Miami Southampton Schenectady North Brunswick
Jersey City
Voi che mandate ancora il vostro dono
senza misura con pena
Voi che stringete fra ruvidi fogli di carta marrone
NON RIMANDARE INDIETRO SE NON CONSEGNATO
Voi che strizzate l’acqua da una camicetta di seta Rinascente
Voi che strizzate la pena

reggete me ruvida dolcezza sul mio viso
ardente desiderio della vostra carezza.

Edvige Giunta
Traduzione di Daniela Spampinato e Francesco Di Vincenzo

L’originale inglese e’ stato pubblicato nella rivista Barrow Street.